Know-how e tecnologia dal Veneto per formare migliaia di cardiologi cinesi

Martedì 14 aprile 2026

C’è un ponte digitale che collega il Veneto a Pechino e non trasporta merci ma competenze salva-vita. Intermeeting, società veneta specializzata nella formazione medico-scientifica, ha siglato un accordo con il National Health Committee cinese per ridisegnare i confini della cardiologia nella Repubblica Popolare. Non è solo un contratto di fornitura, ma un’operazione di «soft power» tecnologico: nel prossimo quadriennio, know-how italiano parteciperà alla migrazione diagnostica dell’ecocardiografia dai reparti di radiologia a quelli cardiologici in migliaia di ospedali cinesi. Con un investimento in R&D che punta sull’Intelligenza Artificiale, l’azienda trasformerà il metodo clinico degli ospedali cinesi.

I numeri del progetto «Matrix China 2025», attivato lo scorso anno, parlavano già chiaro: 167 sessioni scientifiche in decine di grandi poli ospedalieri coinvolti, dal Fudan di Shanghai al Fuwai di Pechino. Ma è nel corso di quest’anno che la collaborazione tra l’azienda veneta e le istituzioni cinesi compirà il salto di qualità. Sotto la direzione scientifica del professor Sabino Iliceto (per 25 anni direttore della Cardiologia dell’Università di Padova e attualmente professore di Cardiologia e direttore della School of Health della LUM University, visiting professor del West China Hospital, Sichuan University e direttore scientifico del Centro Cuore del Mater Dei Hospital), la tech-company veneta mette in campo un’enciclopedia digitale potenziata dall’AI, capace di scalare su una platea di centinaia di migliaia di professionisti.

Con sedi a Roncade, nel Trevigiano, e a Bari, Intermeeting lavora con aziende e istituzioni in tutto il mondo. Attualmente conta più di mille corsi online, con una partecipazione complessiva di più di mezzo milione di medici. Grazie a tecnologie all’avanguardia e a una vasta gamma di soluzioni e progetti educazionali è oggi uno dei partner più innovativi per la formazione medico-scientifica.

Va precisato il motivo centrale dell’accordo con Pechino: in Cina, l’ecocardiografia (cioè l’indagine diagnostica più importante e diffusa in cardiologia), a differenza dell’impostazione da tempo consolidata nel mondo della sanità occidentale (e quindi anche in Italia), viene effettuata nelle divisioni radiologiche e non in quelle cardiologiche.

Il Nation Health Committee cinese, perciò, ha deciso che la migrazione dell’attività ecocardiografica, dalle radiologie alle cardiologie, si completi obbligatoriamente entro il prossimo quadriennio e di realizzare questo gigantesco progetto con la consulenza della società veneta.

Il programma, arricchito anche da Intelligenza Artificiale, è composta da 50 lezioni realizzate da esperti cinesi ed europei attraverso un formato televisivo, accessibili via web, ed è corredato da un patrimonio di immagini diagnostiche, affrontando tutto lo spettro dell’ecocardiograifa.

«Il prestigioso riconoscimento da parte del National Health Committee cinese – dichiara il professor Iliceto – conferma che la tecnologia e la competenza scientifica del team di Intermeeting sono in grado di affrontare problematiche formative complesse, cambiando radicalmente l’approccio medico di un’intera classe di professionisti. Il format innovativo e coinvolgente garantisce inoltre partecipazione e coinvolgimento per un efficace trasferimento delle tecniche mediche».

Tra i centri sanitari coinvolti figurano alcune delle principali istituzioni ospedaliere e universitarie dello sterminato Paese orientale, tra cui Fudan Universty – Huashan Hospital, Fuwai Hospital, Beijing Anzhen Hospital, Beijing Tongren Hospital, Peking University Third Hospital, West China Hospital of Sichuan University, Tongji Hospital, Guangdong Provincial People’s Hospital, Shengjing Hospital, China-Japan Hostipal e Zhongshan Hospital, insieme a numerosi altri poli clinici di riferimento.