Danno renale acuto da mezzo di contrasto in cardiologia interventistica

Palazzo della Salute, Padova - Via S. Francesco, 90
DAL 24/01/2020
AL 24/01/2020
70
0.00 €

Docenti

  • Roberto Bonmassari
  • Guido Canali
  • Francesco Caprioglio
  • Massimo Celestre
  • Sebastian Coscarelli Mezzano
  • Sergio Cozzi
  • Fabio Dell'avvocata
  • Leonardo Di Ascenzo
  • Michela Facchin
  • Luca Favero
  • Enrico Favaretto
  • Giuseppe Favretto
  • Livio Malesani
  • Giuseppe Marchese
  • Alessandra Mautone
  • Riccardo Neri
  • Giampaolo Pasquetto
  • Andrea Perkan
  • Gabriele Pesarini
  • Gerlando Preti
  • Federico Ronco
  • Salvatore Saccà
  • Leonardo Spedicato
  • Giuseppe Tarantini
  • Chiara Venturelli
  • Alberto Zamboni

Informazioni Generali

Lezioni

1

Crediti

4

Categorie Accreditate

  • Cardiochirurgia
  • Cardiologia
  • Medicina di accettazione e di urgenza
  • Medicina Interna
  • Nefrologia

Organizzatore

Intermeeting Padova

Link

PROGRAMMA

Il danno renale acuto da mezzo di contrasto (Contrast Induce Acute Kidney Injury CI-AKI) rappresenta una complicanza con serio impatto su prognosi e outcome procedurali dei pazienti sottoposti a procedure diagnostiche e interventistiche nei laboratori di emodinamica.

Nel corso degli anni sono stati impiegati svariati criteri diagnostici di CI-AKI, sono state proposte diverse strategie preventive e la letteratura ha fornito non di rado evidenze discordanti circa la gestione del paziente a rischio di danno renale acuto post procedurale.

La Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) recentemente si è fatta promotrice di un progetto di consenso sul tema CI-AKI al fine di diffondere e implementare le strategie di nefroprotezione nei laboratori di emodinamica. L’iniziativa è stata condotta in partnership con la Società Italiana di Nefrologia (SIN).

Il documento di consenso GISE-SIN rappresenta un punto di partenza per un continuo confronto tra specialisti sulla tematica del CI-AKI, al fine di promuovere l’adozione di percorsi condivisi per la gestione dei pazienti, al meglio delle evidenze disponibili

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