“The long and winding road…” Problematiche emergenti nella gestione a lungo termine del paziente sottoposto a impianto di devices e procedure di elettrofisiologia. E learning Fad

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DAL 29/10/2020
AL 31/12/2020
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0 €

Docenti

  • Dr. Ennio C. Pisanò

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Categorie Accreditate

  • Cardiologia
  • Medicina Generale
  • Medicina Interna

PROGRAMMA

Ogni anno in Italia oltre 100.000 pazienti ricevono il primo impianto o la sostituzione di un dispositivo cardiaco (Pace-Maker, Defibrillatore o Loop Recorder), mentre circa 30.000 sono sottoposti ad Ablazione Transcatetere per il trattamento di aritmie di vario genere, tra cui la Fibrillazione Atriale ha un posto sempre più rilevante.
La accurata selezione dei candidati a tali procedure è fondamentale per il buon esito delle stesse e le indicazioni “evidence-based” che emergono dai risultati dei Grandi Trials randomizzati sono accolte con ampio risalto nelle Linee Guida italiane ed internazionali; tuttavia la gestione del paziente aritmico portatore di “device” o sottoposto ad ablazione transcatetere non si esaurisce certamente nel momento della procedura.
Il continuo miglioramento delle capacità terapeutiche si traduce infatti in un progressivo incremento della sopravvivenza che genera nuove cronicità, a cui il nostro Sistema Sanitario stenta a dare adeguata risposta. L’allungamento della aspettativa di vita espone i pazienti ad un aumentato rischio di complicanze infettive e/o malfunzionamenti dei dispositivi di cui essi sono portatori; d’altro canto i dispositivi cardiaci impiantabili oltre a fornire terapie “salva vita” svolgono un ruolo di veri e propri sensori biometrici, in grado di fornire una messe di informazioni inerenti non solo il loro funzionamento e i parametri bioelettrici, ma anche lo stato clinico e il compenso emodinamico del paziente impiantato; il diffondersi dei sistemi di Monitoraggio Remoto consente un tempestivo riconoscimento di cambiamenti che possono preludere ad episodi di Scompenso Cardiaco acuto.
La gestione di tali complicanze e l’impiego ottimale di queste preziose informazioni chiama necessariamente in causa oltre all’Aritmologo anche il Cardiologo Clinico ed il Medico di Medicina Generale.
L’Ablazione Transcatetere si propone idealmente come approccio terapeutico “risolutivo”; tuttavia le percentuali di successo sono variabili a seconda della natura delle aritmie trattate; talora per conseguire il risultato può essere necessario eseguire più di una procedura e non sempre è possibile sospendere in tutto o in parte la terapia farmacologica; la procedura ablativa si può proporre come completamento terapeutico o per la gestione di situazioni acute nel paziente già sottoposto ad impianto di dispositivo cardiaco; come per ogni altro atto medico possono insorgere complicanze a breve e lungo termine, di cui sia l’Operatore che il Clinico devono avere adeguata consapevolezza e che devono essere correttamente descritte al paziente per ottenere un vero Consenso Informato.
Ampie “zone grigie” esistono a questo proposito nella Linee Guida; l’approfondimento delle esperienze cliniche e dei più recenti dati scientifici in merito a tali tematiche sarà l’oggetto del Convegno.